A Villa Welsperg inaugurata la mostra sui duecento anni di cartografia geologica delle dolomiti

Inaugurata, sabato 30 luglio alle ore 15, presso il fienile di villa Welsperg, la mostra “Volta la carta 1822-2022. Duecento anni di cartografia geologica delle Dolomiti nell'area del Parco Naturale Paneveggio Pale di San Martino”. La mostra rappresenta un momento particolarmente importante e significativo sul piano scientifico, storico e culturale, che travalica nei contenuti anche gli stessi confini dell’area protetta.

All’inaugurazione della mostra erano presenti l’Assessore provinciale all’urbanistica, ambiente e cooperazione, il Presidente e la Giunta del Parco Naturale Paneveggio Pale di San Martino.

La mostra, curata dal dott. Fabrizio Bizzarini, è incentrata sui duecento anni di cartografia geologica delle Dolomiti, con un riferimento specifico all’area del Parco ma con uno sguardo all’insieme dei complessi dolomitici dell’ambito Trentino-Veneto.

Correva infatti il 1822 quando Leopold von Buch, geologo e palentologo fra i più importanti del XIX secolo, pubblicava a Parigi la prima carta geologica della regione dolomitica, uno dei primi tentativi di rappresentare sulla carta la geologia di un territorio. Nel corso del XIX e XX secolo l’evolversi delle conoscenze in ambito geologico portò alla realizzazione di carte e mappe sempre più dettagliate e attendibili, che in molti casi – per la ricchezza di informazioni e la cura nella redazione – sono documenti di grande valore scientifico e in qualche modo anche artistico. Sarà esposta a Villa Welsperg accanto ad alcune delle più importanti e belle carte realizzate nei due secoli successivi, accompagnate da un ricco apparato testuale ed iconografico che permetterà di comprendere meglio il contesto storico e scientifico della loro redazione.

Una Carta Geologica è l’atto finale dello studio di un territorio: della successione delle sue formazioni rocciose delle pieghe e delle faglie che lo caratterizzano. È l’atto iniziale per la comprensione di un territorio: delle sue potenzialità e fragilità, indispensabile per un corretto utilizzo delle sue risorse” è quanto viene riportato nell’incipit della mostra che illustra il grande valore della documentazione che sarà esposta. La mostra costituirà un’occasione importante, non solo a livello locale, per conoscere meglio l’evoluzione della conoscenza delle nostre montagne, nel frattempo riconosciute come Patrimonio dell’Umanità.

La mostra è accompagnata da un catalogo, curato dallo stesso curatore della mostra Fabrizio Bizzarini formatosi come ricercatore e docente presso l’Istituto di geologia dell’Università di Padova che per il Parco ha scritto in passato il Quaderno dedicato alla geologia e da Guido Roghi, ricercatore presso l’Istituto di Geoscienze e georisorse del CNR di Padova.

La mostra e la pubblicazione hanno il patrocinio della Società Geologica Italiana, della Biblioteca di geoscienze dell’università di Padova e della Fondazione Dolomiti Unesco e con la collaborazione della Fondazione Museo Civico di Rovereto.

La mostra è visitabile tutti i giorni dalle ore 9 alle 18

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