L’idrologia

Le Acque sono un elemento fondamentale per la conservazione della fauna e la funzionalità ecologica. Il Parco è costellato di torrenti, piccoli corsi d’acqua, zone umide, laghetti alpini e ghiacciai.
Sono tre i principali bacini idrografici del Parco: Cismon, Vanoi e Travignolo, solcati dagli omonimi torrenti.

Le catene porfiriche su entrambi i lati della Val Travignolo portano il segno delle glaciazioni quaternarie, dove l’aspetto più evidente è costituito dalle grandi lastronate inclinate (i Lasté di Lusia, di Bocche, di Juribrutto) e soprattutto dalla presenza dei laghetti d’alta quota, che hanno riempito le conche d’erosione degli antichi ghiacciai: i laghetti di Colbricon, di Bocche, di Juribrutto, di Lusia e della Cavallazza.

Di dimensioni più estese il lago Calaita nel Vanoi e il laghetto Welsperg in Val Canali.
Importanti per l’ambiente e la biodiversità sono le zone umide, perché sono l’habitat di molte specie rare, a volte uniche. Sono ambienti molto delicati e in continua evoluzione.

Un primo censimento ha permesso di catalogare oltre 300 “aree umide”.
Sulle Pale di San Martino sono presenti due ghiacciai: Fradusta e Travignolo.
I due ghiacciai sono importanti testimoni della storia di queste montagne e sono oggetto ad un costante monitoraggio e a importanti ricerche.


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