Sentiero Marciò

2 km

L'itinerario senza barriere si sviluppa all'interno della maestosa foresta demaniale di Paneveggio, un vasto lembo di bosco che si estende per circa 2700 ettari a ventaglio sull'alto bacino del Travignolo, tra la catena del Lagorai, le Pale di San Martino e le Cime di Bocche, a una quota compresa tra i 1400 e 2150 m. Gli abeti rossi costituiscono quasi il 90 % degli alberi della foresta e tra di essi ne sopravvivono ancora di secolari, che possono raggiungere i 40 m di altezza.

L'itinerario senza barriere si sviluppa all'interno della maestosa foresta demaniale di Paneveggio, un vasto lembo di bosco che si estende per circa 2700 ettari a ventaglio sull'alto bacino del Travignolo, tra la catena del Lagorai, le Pale di San Martino e le Cime di Bocche, a una quota compresa tra i 1400 e 2150 m. Gli abeti rossi costituiscono quasi il 90 % degli alberi della foresta e tra di essi ne sopravvivono ancora di secolari, che possono raggiungere i 40 m di altezza.


L'area è nota anche come la "foresta dei violini". Ancora oggi, come un tempo il famoso Stradivari, i più rinomati liutai italiani ed europei giungono nella foresta per scegliere i migliori esemplari di abete rosso di risonanza, necessari per la costruzione delle casse armoniche degli strumenti musicali.

La foresta è considerata dagli esperti un raro esempio di armonia ecologica, a fianco all'abete rosso vivono altre specie fondamentali per l'equilibrio della foresta, come il sorbo degli uccellatori e nel sottobosco la lonicera nigra e il mirtillo rosso e nero, salici e ontani bianchi arricchiscono l'ambiente ripariale. Sono facili da scovare tracce della presenza numerosa di cervi e caprioli, come le impronte e le scortecciature di giovani piante, su alcuni alberi più maturi si possono ammirare i buchi del picchio, mentre a terra è possibile rinvenire le pigne rosicchiate dallo scoiattolo.

La passeggiata, che non presenta alcuna difficoltà, comincia dal parcheggio adiacente il Centro Visitatori, dove si trova la prima indicazione per il Sentiero Marciò e consiste in un percorso ad anello lungo il quale sono collocati dei pannelli informativi.

Attraversato il primo ponte coperto sul torrente Travignolo l'itinerario si snoda all'interno della foresta. Nell'ultima parte del percorso si attraversa nuovamente, su uno spettacolare ponte sospeso, il Travignolo, che scorre in una stretta gola formando rapide e cascate.

Ad un centinaio di metri dal Sentiero Marciò si trova l'area faunistica del cervo, che ospita, in condizioni seminaturali, alcuni esemplari di questo magnifico ungulato. Estinto in Trentino dalla metà dell'800, da Paneveggio è cominciata la reintroduzione del grosso mammifero nel Trentino negli anni '60 e ancor oggi alcuni capi vengono prelevati per il ripopolamento di altre aree.

Il “Sentiero natura Marciò” è accessibile anche ai disabili accompagnati.

Il Parco recentemente, in collaborazione con l’Associazione SportAbili di Predazzo, ha redatto il progetto di integrazione dell’allestimento presente nell’ottica di una nuova fruizione da parte degli ipovedenti e dei non vedenti accompagnati. Le bacheche esistenti sono state arricchite con pannelli di testo, sovrascritti in braille, abbinati ad oggetti di varia natura che stuzzicano e coinvolgono anche gli altri sensi. Per questo sono stati aggiunti dei cassettini apribili nei quali si trovano i rami e gli strobili delle specie più significative da toccare ed annusare nonchè dei pezzi di roccia di origine diversa che rappresentano le categorie principali presenti nel territorio del Parco; sono inoltre state incise, su grandi mensole in legno, le varie tipologie di radici dei “giganti del bosco”, il particolare arabesco del bostrico e le intricate tane sotterranee fatte dai piccoli e medi mammiferi che abitano la foresta. Piccoli totem in legno segnalano i punti significativi dove poter sentire il muschio, seguire una particolare radice o percuotere legni diversi.

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