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Cambiamenti climatici in alta montagna

News di venerdì 11 agosto 2017

"Cambiamenti climatici: effetti sugli ambienti di alta montagna" è il titolo del nuovo volume della collana "Quaderni del Parco" che vuole testimoniare quello che sta accadendo sulle Alpi - in particolare nel Gruppo delle Pale di San Martino - e lo fa utilizzando la componente morfologica più suscettibile all'innalzamento della temperatura: i ghiacciai.

I ghiacciai sono strutture morfologiche importanti per molti aspetti: sono una riserva di acqua dolce, conservano al loro interno importanti notizie sul clima passato, sono elementi del paesaggio meravigliosi che hanno modellato e modellano tuttora il territorio.

Da quasi cent'anni il Comitato Glaciologico Italiano monitora lo stato di salute di questi ammassi. Numerosi studiosi si sono succeduti nel controllo periodico dei ghiacciai: come Richter, Martinelli, Vianello, Castiglioni e tutti hanno certificato uno stato di salute precario dei ghiacciai.

Solo negli ultimi anni però la situazione si è aggravata al punto tale da far pensare ad una prossima scomparsa dei ghiacciai, almeno di quelli a quote più basse.

Questo volume vuole rendere disponibile il materiale raccolto dagli studiosi impegnati a monitorare i ghiacciai delle Pale di San Martino.

Ogni gruppo montuoso ha avuto il proprio apparato glaciale di dimensioni assai variabili; i ghiacciai hanno subito naturali incrementi e decrementi di superficie e volume nelle diverse ere geologiche.

L'ultimo incremento a causa di un abbassamento delle temperature è durato per 550 anni circa e ha interessato l'arco alpino tra il 1300 ed il 1850.

Questo periodo, conosciuto come Piccola Età Glaciale (Little Ice Age - LIA in lingua anglosassone), ha favorito l'espandersi dei ghiacciai anche nel gruppo delle Pale di San Martino ed il formarsi di ammassi di ghiaccio.

Ora con l'innalzamento delle temperature gli ammassi secondari quali il ghiacciaio del Focobon, quelli delle Ziroccole, della Val di Strut o della Val dei Cantoni sono ormai quasi scomparsi mentre i principali, la Fradusta, il Travignolo, la Pala di San Martino cercano di resistere all'innalzamento della temperatura che ne sta lentamente erodendone gli spessori e le superfici.

Nella prima parte del volume si affrontano gli aspetti di come si forma un ghiacciaio, quali sono gli ammassi e chi ne ha studiato l'evoluzione, a dove si è scoperto vada l'acqua di fusione dei ghiacciai, le stazioni meteorologiche utilizzate nell'analisi.

La parte centrale contiene l'analisi climatica dei decenni trascorsi partendo dalla fine dell'Ottocento ed una valutazione degli effetti sulle masse glaciali.

L'ultima parte è dedicata principalmente all'Altipiano delle Pale: all'idrogeologia, ovvero al dove fluisce l'acqua di fusione dei ghiacciai, al Progetto Doline, quei siti freddi che in particolari condizioni registrano temperature prossime od inferiori ai meno 40°C, alla vegetazione delle morene che lambiscono la Fradusta ed il Travignolo, alla fauna.

Il nuovo volume è curato da Ervin Filippi Gilli, Dottore in Scienze Forestali. Dal 1994 è rilevatore glaciologico e per il Comitato Glaciologico della Società degli Alpinisti Tridentini segue l'area delle Pale di San Martino di Castrozza.

Il coordinamento della Collana editoriale "Quaderni del Parco" è di Roberto Vinante.

Per informazioni, gli interessati possono rivolgersi ai Centri Visitatori del Parco tel. 0439 765973