Biodiversità di penne e piume: gli uccelli della Val Canali

Nei nostri boschi, in autunno, rimangono solo le specie di uccelli sedentarie

Siamo in autunno e nei nostri boschi non rimangono che le specie di uccelli sedentarie; i migratori sono da tempo ripartiti, chi per un breve viaggio in ambito mediterraneo chi per un lungo volo transcontinentale; dovremmo aspettare aprile per risentire in pieno la magica sinfonia dei loro canti.

Il Parco, la scorsa estate, ha avviato una nuova attività rivolta ai visitatori, riguardante il monitoraggio degli uccelli nidificanti nei dintorni di Villa Welsperg, condotta dal naturalista Aldo Martina, attività che ha visto un’entusiastica partecipazione sia di adulti che di bambini.

Dopo una breve introduzione sulle tecniche di censimento, presso il Centro Visitatori di Villa Welsperg, l’iniziativa proseguiva con una escursione ornitologica lungo il sentiero delle Muse Fedaie e del Bosco Welsperg per la raccolta dei dati di presenza delle specie tramite l’osservazione e, soprattutto, l’ascolto dei canti territoriali.

Durante il percorso l’attenzione dei partecipanti veniva guidata verso particolari note o suoni che permettono di riconoscere i canti degli uccelli presenti; l’ausilio di un lettore multimediale portatile si rendeva particolarmente utile per agevolare nei partecipanti l’associazione tra vocalizzazioni e immagini delle specie.

Muniti di apposite schede i più grandi imparavano le tecniche di censimento al canto per “punti d’ascolto”, soffermandosi in silenzio per alcuni minuti in ciascuna delle 5 stazioni di rilevamento, distanziate circa 250 metri l’una dall’altra all’interno del bosco. I più piccoli invece si dilettavano, lungo l’intero itinerario di 3 km, nella conta dei maschi cantori appartenenti ad alcune fra le specie più semplici da riconoscere al canto (fringuello, scricciolo, luì piccolo, tordo bottaccio).

L’attività svolta ha consentito di raccogliere dati molto importanti sull’avifauna degli ambienti circostanti la sede del Parco: in totale sono state censite 21 specie; le più frequenti sono risultate la Cincia mora (80-100% delle stazioni d’ascolto) e il Fringuello (60-100%). Per quanto riguarda l’abbondanza (numero di individui in canto), il fringuello è risultato al primo posto con un numero medio di 4 maschi cantori/km, seguito dallo Scricciolo 1,3/km. Nella tabella viene riportato l’elenco completo delle specie monitorate.

È degna di nota l’osservazione di un rapace di “interesse comunitario”, il Falco pecchiaiolo, un Accipitride presente in Europa come nidificante estivo e svernante nell’Africa equatoriale.

Per gli appassionati, tuttavia, non occorre aspettare la primavera per ascoltare gli uccelli; nel nostro Parco infatti anche le limpide giornate autunnali o invernali forniscono interessanti esperienze per ascoltare le vocalizzazioni di numerose specie, dall’irascibile Pettirosso, alle indaffaratissime Cince, dalle eleganti Ballerine al simpatico Codirosso spazzacamino e all’instancabile Merlo, per non dire poi dei due passeriformi più piccoli d’Europa, il Regolo e il Fiorrancino, veri prodigi miniaturizzati (5-6 grammi di peso). Provare per credere!

Capinera Sylvia atricapilla

Falco pecchiaiolo Pernis apivorus

Pettirosso Erithacus rubecula

Cardellino Carduelis carduelis

Fiorrancino Regulus ignicapilla

Picchio muratore Sitta europea

Cesena Turdus pilaris

Fringuello Fringilla coelebs

Poiana Buteo buteo

Cincia dal ciuffo Parus cristatus

Ghiandaia Garrulus glandarius

Rampichino alpestre Certhia familiaris

Cincia mora Parus ater

Luì piccolo Phylloscopus collybita

Regolo Regulus regulus

Cinciallegra Parus major

Merlo Turdus merula

Rondine montana Ptyonoprogne rupestris

Ciuffolotto Pyrrhula pyrrhula

Nocciolaia Nucifraga caryocatactes

Scricciolo Troglodytes troglodytes

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