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Dolomiti Unesco World Natural Hertage
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Le cartina del Parco (zonizzazione)

Il parco è diviso in quattro tipi di zone:

 

Zone A: Riserve integrali

  • A1 - area Lusia - Bocche
  • A2 - area Altopiano Pale di S.Martino
  • A3 - area Colbricon - Cima di Cece
  • A4 - area Castellazzo
  • A5 - area Cima Valles
  • A6 - area Cima Arzon

Nelle zone di riserva integrale ricadono aree con risorse di valore elevato, presentanti un'alta sensibilità e vulnerabilità. Le zone A sono ambiti prossimi alla naturalità dove la presenza antropica è limitata a soli interventi per attività scientifica, didattico - educativa e all'escursionismo alpino. All'interno di queste riserve è altresì consentita, salvo specifiche prescrizioni contrarie, la manutenzione e il risanamento delle strutture di servizio alle attività escursionistiche ed alpinistiche e dei ricoveri già esistenti (rifugi e bivacchi), nonché della rete sentieristica presente in zona.

Zone B: Riserve guidate

  • B1 - area Paneveggio - Travignolo
  • B2 - area Valsorda - Valzanca
  • B3 - area Val Canali - Piereni - Dagnoli
  • B4 - area Pala Monda
  • B5 - area Val di Roda - Ronz
  • B6 - area Calaita - Cima Tognola
  • B7 - area Val Cigolera
  • B8 - area Colverde - Rosetta

Nelle zone di riserva guidata ricadono aree di valore medio-alto presentanti sensibilità e vulnerabilità medio bassa compatibili con la salvaguardia dell'ambiente naturalistico esistente. Le Zone B sono articolate in varie sottozone individuate in base ad obbiettivi di salvaguardia ambientale, nonché alle diverse tipologie di attività compatibili. Questo metodo di scansione territoriale all'interno della riserva ha portato alla determinazione di specifiche porzioni boschive, (boschi a naturalità controllata - boschi a naturalità colturale), aree a prato, aree a pascolo, aree rupestri. Nelle zone B le attività agro-silvo pastorali sono consentite nelle loro forme tradizionali.

Zone C: Riserve controllate

  • C1 - area Lastè di Lusia
  • C2 - area Paneveggio
  • C3 - area Ces - Tognola - Rolle
  • C4 - area Colverde
  • C5 - area Cant del Gal

Nelle zone di riserva controllata ricadono le aree caratterizzate da una maggior presenza antropica di tipo permanente, zone urbanizzate, zone con impianti a fune e piste insistenti nelle aree sciabili individuate dal PUP. Agli impianti di trasporto a fune, manufatti di servizio, piste da sci e loro raccordi funzionali vengono applicate oltre che le disposizioni normative stabilite dalla L.P.n.7/1987, apposite prescrizioni segnalate nel Piano di Parco.

Zone D: Riserve speciali (RS)

  • RS1 - Riserva speciale faunistica del Gallo Cedrone: Area Lusia
  • RS2 - Riserva speciale faunistica dell'Aquila: Area val di Roda
  • RS3 - Riserva speciale faunistica dell'Aquila: Area Val della Vecchia
  • RSF1 - Riserva speciale forestale: Area di Valbona
  • RSF1 - Riserva speciale forestale: Area Val dei Buoi
  • RSB1 - Riserva speciale: Biotopo Palù dei Mugheri
  • RSB 2.1 RSB 2.23 - Riserva speciale: Biotopi del Parco

Riserve speciali faunistiche

L'istituzione di riserve speciali faunistiche (RS) ha permesso di focalizzare gli obbiettivi relativi al mantenimento, la creazione e il modellamento di nicchie ecologiche favorevoli alla specie, la riduzione dei fattori di disturbo, la promozione da parte dell'Ente Parco di ricerche scientifiche mirate ad una maggior conoscenza della specie, dei loro rapporti infraspecifici, dei loro limiti di tolleranza nei confronti dei fattori di disturbo, oltre che all'analisi della capacità portante ai fini del dimensionamento dell'equilibrio selvatici-ambiente.

Riserve speciali forestali

Le riserve speciali forestali (RSF) sono oggetto di ricerche scientifiche sui boschi lasciati all'evoluzione naturale, ricerche ecologiche e selvicolturali.

Riserve speciali dei biotopi

Le riserve speciali dei biotopi (RSB) sono state istituite per valorizzare e porre in risalto il valore naturalistico di questi luoghi di vita promuovendo studi specifici da inserire nei Programmi annuali di gestione al fine di definire gli interventi necessari per la conservazione degli stessi scongiurando possibili modifiche o alterazioni ambientali. Tutte le riserve speciali solo regolamentate da apposite prescrizioni previste nel Piano di Parco.