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Ricerche sulla flora

Ricerca lichenologica

Questa ricerca, condotta dal dott. Juri Nascimbene con la supervisione scientifica del Prof. Giovanni Caniglia, dell'Università degli Studi di Padova, ha permesso di aggiornare il catalogo dei licheni del Parco e di studiarne gli aspetti vegetazionali.
Un filone della ricerca è stato dedicato all'impiego dei licheni come bioindicatori, tentando di mettere in evidenza situazioni di stress ambientale all'interno dell'area protetta.

Ricerca floristica

Lo studio floristico condotto dai dottori Francesco Festi e Filippo Prosser, grazie alla collaborazione tra Ente Parco e Museo Civico di Rovereto, ha permesso di avere una conoscenza di dettaglio delle specie floristiche presenti.
All'interno del Parco le entità stabili confermate, osservate nell'ultimo decennio, sono 1116, a testimonianza della grande variabilità ambientale presente.

Studio delle caratteristiche dendrocronologiche dell'abete rosso di risonanza (Picea abies)

L'abete rosso di risonanza è una delle peculiarità della Foresta di Paneveggio; l'Ente Parco ha promosso uno studio su questa entità mirato ad indagare il fenomeno delle sue introflessioni con particolare riferimento alle cause che possono determinarne l'insorgenza.
Per arrivare alla soluzione di tale quesito sono state eseguite indagini di tipo dendrocronologico, densiomentrico, anatomico e chimico.
La ricerca è stata condotta dal Professor Elio Corona dell'Università degli Studi della Tuscia.

Studio sull'ecologia della pecceta subalpina con particolare riferimento all'accrescimento ed alla rinnovazione dell'abete rosso (Picea abies)

Da svariati anni ormai il professor Pietro Piussi, dell'Università degli Studi di Firenze, sta conducendo uno studio a lungo termine sulla peccata subalpina di Paneveggio.
Gli obiettivi sono molteplici e vanno dall'individuazione dei sistemi di insediamento dei semenzali, allo studio dei tempi di accrescimento della foresta, al monitoraggio della produzione di seme di abete rosso nel corso degli anni.

Ricerca sui danni alla vegetazione forestale provocati da ungulati

Protrattasi per più anni ha permesso di analizzare la quantità di danni provocati dagli ungulati selvatici nel Parco, arrivando alla conclusione che il danneggiamento così come rilevato sino al 1996 era complessivamente nei limiti tollerabili dagli ecosistemi forestali, nonostante le notevoli densità faunistiche.

Per specie quali il sorbo degli uccellatori (Sorbus aucuparia), però, il livello di danneggiamento accertato era elevato.

Lo studio è stato condotto dal Professor Renzo Motta dell'Università degli Studi di Torino e dalla Dottoressa Maria Frantoi.