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Dolomiti Unesco World Natural Hertage
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L'intervento di riqualificazione ambientale del Laghetto Welsperg

All'interno del progetto Biodiversità in Val Canali, avviato dal Parco Naturale Paneveggio Pale di San Martino, si inserisce anche la riqualificazione del Laghetto Welsperg.

La storia di questo laghetto parte da lontano: se ne fa menzione già nell'Urbario di Giacomo Castelrotto (1565), in cui sembra accertato che si parli proprio del nostro quando riporta "…in detti pradi nascono alcune fontanelle amenissime, le quali schoreno da detti pradi nel lago over stagno ivi fatto et più oltra avanti le porte dil castello, nelle quali comenzando dal pè del detto castello fin dove nascono sono abondante di saporite trutelle, oltra poi che il lago ne abonda in notabil copia". In altro documento antico si è scoperto l'utilizzo del lago quale bacino di accumulo da rilasciare improvvisamente per la fluitazione del legname verso le segherie di Tonadico. Il bacino artificiale fu scavato nel 1932 dal conte Amadeo Thun Hohanstein come vasca per l'allevamento dei pesci.

Lo specchio lacustre è sempre stato nel tempo una immagine da cartolina, nelle cui acque si riflettono la Cima Canali, il Cimerlo e il Sass Maor, creando una vera e propria icona, quasi un marchio di questa straordinaria valle dolomitica.

Lo scopo prioritario del progetto è stato quello di ricreare un habitat adatto alla vita degli anfibi, delle trote, degli altri pesci autoctoni e del gambero d'acqua dolce, attraverso la riqualificazione naturalistica delle sponde, la creazione di aree con vegetazione galleggiante e semisommersa, la costituzione di zone rifugio per l'ittiofauna.

Grande attenzione nel progetto ha avuto anche la fruizione del lago, anche per attività di balneazione e di pesca, per le quali il progetto ha previsto la realizzazione e la sistemazione di specifici spazi.

Le sponde del lago sono state riqualificate con particolare attenzione alla vegetazione ripariale ed è stato sistemato un sentiero circum-lacuale al fine di renderlo percorribile in comodità e in sicurezza.

Il tutto è stato accompagnato da una segnaletica informativa coerente con quella già impiegata sul sentiero storico culturale “da Tonadico al Cimerlo”, che passa nelle immediate vicinanze del lago.

Questo insieme di opere non si sarebbe potuto programmare se prima non fossero state rimosse le ragioni che hanno determinato il progressivo e inesorabile impoverimento del bacino: risultava infatti prioritario pervenire alla stabilizzazione del livello dell'acqua nell'invaso.

Questo importante obiettivo si è potuto raggiungere grazie a specifici accordi stipulati con la Provincia autonoma di Trento, la locale Associazione Pescatori e l'Azienda Consorziale Servizi Municipalizzati di Primiero.

Grazie a questa collaborazione tra i diversi soggetti interessati alla gestione del bacino si è raggiunto il primario obiettivo di alimentare il lago con una quantità d'acqua sufficiente a mantenerne costante il livello, presupposto fondamentale per qualunque intervento.

L'acqua di almentazione del lago proviene infatti dalle risorgive presenti negli adiacentio Prati Welsperg (Fedaie) e veniva sino a poco tempo fa captata a monte del laghetto da parte di ACSM per scopi idroelettrici.

L'intervento è il risultato del lavoro di varie professionalità che hanno collaborato con il Parco: ingegneri, geologi naturalisti e il Settore tecnico del Parco hanno contribuito, ciascuno con le proprie competenze tecniche, al raggiungimento di un obiettivo di riqualificazione complessiva del lago.

Un cenno particolare merita la presenza, nei dintorni del laghetto, del gambero di fiume (Austropotamobius pallipes), un invertebrato acquatico di notevole valore sia dal punto di vista scientifico che conservazionistico.

Il gambero di fiume, infatti, anche in Trentino è divenuto raro a causa dell'inquinamento delle acque e dell'artificializzazione dei corpi idrici. La sua presenza nel lago (significativa in passato attualmente in sensibile diminuzione), attesta l'elevato valore ambientale dell'area. La riqualificazione ambientale portata oggi a termine contribuirà sicuramente al recupero di una popolazione numericamente significativa di questa importante specie acquatica.