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Dolomiti Unesco World Natural Hertage
 

Verso Cima Bocche

Sui dossi spazzati dal vento nei pressi del Lago di Bocche, e ancor più salendo verso l'omonima cima, riconosciamo la tipica flora alpina su substrato siliceo, ricorrente nell'intera catena Lusia-Bocche: l'azalea delle Alpi (Loiseleuria procumbens), Minuartia recurva, la pulsatilla primaverile (Pulsatilla vernalis), Pedicularis kerneri, il raponzolo alpino (Phyteuma hemisphaericum), Juncus trifidus, la bellissima saponaria minore (Saponaria pumila).

La specie più significativa è la carice ricurva (Carex curvula), che caratterizza la prateria alpina primaria (ovvero originaria, dove cioè né il bosco né i cespugli possono crescere a causa del clima troppo rigido). Questa formazione erbosa esclusiva dei substrati silicei - detta "curvuleto" - inizia a comparire sopra il Lago di Bocche a partire da 2400 metri.

In alta quota

Più in alto ancora, nelle zone dove la neve si accumula a causa delle valanghe o del vento e permane fino all'inizio dell'estate, vive una flora specializzata a queste condizioni ambientali estreme, con periodo vegetativo limitato a due o tre mesi. In questo breve lasso di tempo le piante devono compiere l'intero ciclo riproduttivo e per questo sono molto minute. La specie più caratteristica è il salice erbaceo (Salix herbacea), una delle più piccole piante legnose che si conoscano: ha un fusto strisciante e produce solo due foglie per ogni ramo.

Tra le altre specie è notevole la fioritura di primula vischiosa (Primula glutinosa); vi si trovano inoltre Sibbaldia procumbens, Veronica alpina, Arenaria ciliata, Soldanella pusilla e Gentiana bavarica. Tipici delle vallette e delle conche tra i massi porfirici coperti di licheni crostosi sono anche i densi tappeti verde scuro del muschio Polytrichum norvegicum.

Le roccette delle zone più elevate esposte a nord, non facili da raggiungere, offrono la possibilità di osservare alcune delle specie più belle, come Cerastium uniflorum, Saxifraga oppositifolia, Androsace alpina, Saxifraga bryoides, il doronico del granito (Doronicum clusii), che nonostante il nome cresce anche su scisti e porfidi, ed altre ancora.