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Sui versanti di Lusia-Bocche

Anche il versante della Val Travignolo che sale verso la catena Lusia-Cima Bocche è coperto dalla pecceta, come a Marciò. Tuttavia la diversa esposizione (sud) e l'affioramento di zone calcaree fa sì che lo strato di muschio e i mirtilli siano qui meno diffusi. Compare invece l'erica (Erica carnea), che testimonia una certa aridità del suolo. Nello strato erbaceo è piuttosto diffusa la graminacea Calamagrostis varia, che è indice della presenza di calcare nel suolo.

Il versante è attraversato da vallette in cui scorre l'acqua: in questi luoghi l'abete rosso è sostituito dall'ontano bianco e il sottobosco diviene più ricco: compaiono per esempio le Composite farfaraccio bianco (Petasites albus), Cirsium heterophyllum e Senecium cacaliaster. Nei punti più umidi si trovano vere e proprie piante paludicole, come il cosiddetto cardo di palude (Cirsium palustre) e alcune specie di giunco (Juncus effusus, Juncus articulatus, Juncus triglumis, ecc.).

Verso i 1800 metri di quota il bosco assume un aspetto imponente e compare qualche isolato esemplare di cembro: è il punto in cui il versante si fa meno ripido e siamo ormai prossimi ai pascoli di Malga Bocche; il terreno qui è più fertile e l'influenza dell'esposizione a solatio è meno marcata. Continuando a salire si osserva che l'abete rosso diviene gradualmente meno frequente a favore del larice e del cembro e nel sottobosco torna a dominare il mirtillo rosso.

Il pascolo di Malga Bocche

Il pascolo di Malga Bocche è un tipico pascolo secondario (ovvero creato artificialmente dall'uomo con il taglio del bosco) su substrato siliceo. Dominano qui i piccoli cespi di foglie filiformi, ma ruvide e tenaci di una graminacea detta nardo (Nardus stricta), da cui il termine "nardeto" con cui si indica questa formazione erbosa, tipica di un suolo acido. Il nardo possiede un breve e robusto rizoma che striscia sul terreno e produce nuove foglie, in parte piegate ad angolo retto alla base in modo tale da aderire al terreno e sopportare quindi molto bene il calpestio dei bovini. Questi ultimi si cibano malvolentieri del nardo, le cui foglie hanno scarso valore nutritivo: così questa specie si diffonde nei pascoli fino a divenire dominante. Qui è già possibile trovare molte specie tipiche delle praterie alpine su silice, come Gentiana kochiana, Potentilla aurea, Antennaria dioica, l'arnica (Arnica montana), la cariofillata montana (Geum montanum). Negli avvallamenti e presso la malga, dove il suolo è più pingue, si trovano altre specie, come la fienarola alpina (Poa alpina), la codolina alpina (Phleum alpinum), il veratro comune (Veratrum album).

Nelle zone boscate presso la malga il bosco è meno fitto che nella pecceta in basso; il larice infatti ha una chioma leggera che permette al sole di raggiungere il terreno. Il sottobosco si può quindi arricchire di arbusti, che a tratti coprono quasi completamente il suolo. Si tratta soprattutto del rododendro ferrugineo (Rhododendron ferrugineum) e del ginepro nano (Juniperus nana), cui si accompagnano Lonicera coerulea e - raro - il ribes dei sassi (Ribes petraeum).

È questo il caratteristico paesaggio del bosco di conifere subalpino su silice: un magnifico esempio di esso lo si attraversa nel tratto fra Malga Bocche e il Lago di Bocche. Sotto il Bait de le Vedèle ne incontriamo gli esempi più significativi, con vecchi cembri dalle bizzarre ramificazioni, rari abeti rossi dal portamento tipicamente "colonnare" e larici con la corteccia dalle sfumature fulve, cui aderiscono a tratti i talli del lichene Letharia alpina, dall'inconfondibile colore giallo luminoso. Infine, qui ai mirtilli rosso e nero si aggiunge il falso mirtillo (Vaccinium gaultherioides).

Subito sopra, il sentiero lambisce un costone roccioso esposto a sud, dove compare una graminacea dai robusti cespi di foglie filiformi, ma molto tenaci, di colore verde-azzurro, facili da riconoscere perché pungenti: è Festuca varia, tipica dei versanti silicei siccitosi nei pressi del limite superiore del bosco. A questa si accompagna spesso il ginepro nano, che predilige i versanti a sud. Sulle roccette e tra le zolle erbose è facile osservare specie come Pulmonaria australis, la sassifraga alpina (Saxifraga paniculata), la sassifraga spinulosa (Saxifraga aspera), l'uva orsina (Arctostaphilos uva-ursi)....

Qui, a circa 2250 metri, il cembro è ancora presente, mentre il larice è sporadico: siamo in una sorta di prateria alberata, che si dirada e più in alto lascia il posto a singoli alberi. Il cembro sale fino nella conca del Lago di Bocche (fin verso i 2400 metri), dove sta colonizzando i versanti più soleggiati con esemplari relativamente giovani e di piccole dimensioni.