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Il Palù dei Mùgheri e altre torbiere

Ancora nei pressi dell'ingresso del Parco, a sud-ovest del lago, si trova il Palù dei Mùgheri, una torbiera boscosa. A quasi 1480 metri di quota, in una conca di circa 3 ettari formata dai depositi morenici würmiani, è questo un luogo di grande interesse e ricco di fascino, che raggiungiamo con una breve passeggiata.

Le torbiere sono ambienti in cui si ha una costante umidità del suolo e ciò - soprattutto in luoghi freschi come la fascia della pecceta - determina una lentissima decomposizione della sostanza organica (resti di muschi e di piante palustri), che tende ad accumularsi, e la presenza di uno strato di sostanza indecomposta aumenta l'acidità del suolo rendendo ulteriormente difficoltosa l'attività dei microorganismi decompositori. Si crea quindi una sorta di "circolo vizioso" per cui la sostanza organica si accumula più rapidamente di quanto possa essere decomposta. Ciò spiega il depositarsi della torba. Su un substrato siliceo, poi, le torbiere sono più frequenti, sia perché questo substrato è meno permeabile del calcareo, sia perché è già acido per conto proprio.

Nelle torbiere si vengono a creare condizioni ecologiche molto particolari: qui possono vivere alcune specie che al di fuori sono del tutto assenti. Di solito sono specie ad areale ampio (per esempio circumboreale), ma localmente assai rare perché l'ambiente di torbiera, nelle Alpi, è poco frequente.

In diverse zone del Parco si trovano torbiere interessanti: quella del Palù dei Mùgheri è la più importante. È stata sfruttata in passato come cava della torba e poi ha subito ulteriori "manomissioni" a causa dello scavo di una condotta idroelettrica: oggi, quindi, lo strato di torba è molto disseccato. Il mugo (mugheri = mughi) - fatto assai particolare e caratteristico - ricopre quasi completamente la conca torbosa, riconoscibile per i soffici cumuli di sfagno. Tra le specie interessanti vanno ricordate Carex pauciflora, il pennacchio guainato (Eriophorum vaginatum) e in particolare l'andromeda (Andromeda polyfolia), presente fino a pochi anni fa, ma recentemente non più ritrovata.

Altre torbiere di un certo interesse si trovano, per fare qualche esempio, nei piani torbosi della Val Venegia, al Pian della Cavallazza (dove si rinviene, per esempio, Carex limosa), presso Malga Arzón, alle Buse Malacarne e, infine, appena fuori dal Parco, al Pra delle Nasse presso San Martino di Castrozza.