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Dolomiti Unesco World Natural Hertage
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Incontrare gli animali

Nelle zone prative e nelle radure del bosco, in primavera non è difficile avvistare il capriolo (Capreolus capreolus), un ungulato ben distribuito in tutto il territorio del Parco. Come il cervo, perde ogni anno i palchi per rigettarli subito dopo. Nel periodo in cui i maschi sono senza, la distinzione fra i sessi diventa più difficile. Ci si può avvalere allora della differenza che si riscontra nello specchio anale; infatti, mentre quello dei maschi ha forma di rene con la parte concava rivolta verso il basso, nelle femmine la presenza di una pseudocoda gli fa assumere la forma di un cuore. Nei mesi di maggio e di giugno, con il sopraggiungere della buona stagione si ha la muta: il folto mantello invernale di colore grigio-brunastro cade a ciocche, lasciando il posto a quello estivo di colore rossiccio.

A quote superiori ai 1300 metri vive diffusamente in tutto il Parco la lepre variabile (Lepus timidus). Adattata all'ambiente alpino, per sfuggire ai predatori ha evoluto il dimorfismo stagionale: nel periodo invernale assume un manto di colore bianco candido, per mimetizzarsi nella neve, mentre nel periodo estivo, dopo la muta, assume una colorazione grigio-olivastra facilmente confondibile con l'habitat circostante.

È opportuno ricordare qui anche altre presenze tipiche di questo ambiente. Tra i carnivori, il più diffuso è sicuramente la volpe (Vulpes vulpes): animale opportunista per eccellenza, riesce a sfruttare le più disparate risorse alimentari a seconda della disponibilità. Sotto il profilo ecologico essa è molto importante, perché - oltre alle sue caratteristiche di "spazzino" - per la mancanza di grandi predatori naturali si trova all'apice della piramide alimentare.

Il tasso (Meles meles) è il mustelide che si trova più frequentemente nel territorio del Parco, soprattutto nella zona meridionale. Nel tardo autunno, dopo avere accumulato una notevole riserva di grasso, entra in una sorta di letargo, dal quale però si ridesta se le condizioni ambientali lo permettono. Specie poco conosciuta per le sue abitudini notturne, il tasso ha un'alimentazione sostanzialmente onnivora, anche se predilige i lombrichi.

Molto interessante è la presenza del genere Martes con entrambe le specie: faina (Martes foina) e martora (Martes martes). Queste si distinguono principalmente per il colore della macchia sottogolare, che è bianco candido nella prima e giallastro nella seconda. Inoltre la faina frequenta abitualmente vecchi ruderi, fienili e stalle, avvicinandosi spesso alle zone abitate; la martora è invece decisamente più forestale.

Nelle praterie alpine la marmotta (Marmota marmota) scava tane sotterranee anche di notevole estensione. Questo simpatico roditore vive in colonie i cui membri fanno a turno la guardia per difendersi dai predatori, aquila e volpe. Appena ne viene avvistato uno, la sentinella emette un caratteristico fischio, singolo o a ripetizione a seconda che il pericolo venga dal cielo o da terra, che allarma il resto della colonia, diminuendo così le probabilità di successo del predatore. Durante i mesi invernali le marmotte vanno in letargo e rallentano le attività vitali, per risparmiare energie e aumentare quindi le possibilità di sopravvivenza.

Negli ambienti detritici e nei boschi d'alta quota dei basamenti dolomitici si può incontrare con relativa facilità un anfibio interessante: la salamandra nera o alpina (Salamandra atra), ritenuta rara fino a qualche anno fa.