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Biotopi e leggende

Tutti abbiamo visto almeno una volta il panorama del Cimon della Pala, che si apre dal Lago di Calaita o dalla vicina omonima forcella: su una cartolina, sulla copertina di un libro o nelle pubblicità di Primiero. La parete del Cimone sembra messa lì apposta per attirare l'attenzione, con i suoi tipici sovrascorrimenti inclinati, inquadrata dalla pecceta che chiude la conca del lago. Spesso possiamo giocare con l'illusione ottica e ammirarla specchiata nelle acque immobili del lago in tutti i minimi particolari.

L'area di Calaita, oltre al valore paesaggistico, riveste un interesse particolare per la flora trentina ed è nota fino dai primi tempi dell'esplorazione floristica della Provincia.

Presso le rive del lago e nel pascolo umido e torboso che si stende a nord ci vengono segnalate dai botanici alcune interessanti emergenze floristiche. Sulla sponda ovest, per esempio, è abbastanza frequente il raro Ranunculus reptans, una specie che si insedia nella fascia periodicamente sommersa dalle acque e che rischierebbe di estinguersi se - come è stato più volte ventilato - si stabilizzasse il livello del lago con interventi artificiali. Preziosa è anche la cospicua presenza di Sparganium emersum, forse ormai l'unica in Trentino. Polygonum amphibium ha qui, probabilmente, l'unica presenza di tutto il Primiero-Vanoi, come pure lo sporadico e raro Gnaphalium uliginosum.

Rispettivamente su torba e in zone fangose possiamo trovare Potentilla palustris e Rorippa islandica. Oltre a varie specie di carici (Carex canescens, Carex echinata, Carex irrigua, Carex rostrata,...), troviamo fra l'altro una rara graminacea, Alopecurus aequalis, un cardo (Cirsium palustre) e varie potentille e ranuncoli. Nei dintorni, il periodo della fioritura mette in mostra i colori della tipica flora dei prati umidi e dei pascoli.